Anatre mute...neanche tanto!

La papera muta è una razza di anatra originaria dell’America Meridionale e importata solo successivamente in Europa. Ha un corpo robusto e tozzo e si caratterizza per avere intorno agli occhi e alle guance una sorta di “maschera” di colore rosso.

La domanda che ci fanno spesso i bambini vedendo questi esemplari è: “Ma perché la chiami “muta” se fa “qua qua” come le altre papere?!”. Beh effettivamente queste papere non sono totalmente mute, infatti emettono vari versi. Ma l’appellativo “muta” è comprensibile se si pensa che al momento in cui sono state importate in Europa, qui erano diffuse e conosciute le anatre discendenti dai germani reali, le cui femmine sono davvero rumorosissime (se non ci credete venite a conoscere Camilla e Ursula!).

Passiamo alle nostre papere mute! Renato e Marisa sono due esemplari nati nella primavera 2015. Sono arrivati nella nostra fattoria che avevano circa 10 giorni, ed è stato emozionante vederli crescere giorno dopo giorno. Marisa ha un carattere docile e si è già rivelata un’ottima covatrice e una mamma premurosa e protettiva. Renato è un papero molto vivace ed estremamente curioso. 

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Il Chayote, la zucchina spinosa….senza spine!

Il Chayote (nome scientifico Sechium Edule) è originario dell’America Centrale. In Italia è conosciuto come “zucchina spinosa” o "melanzana spinosa”; in realtà appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee.

Ha una forma ovale e una buccia verde chiara, di solito ricoperta da piccoli aculei (da ciò il soprannome di zucchina spinosa!).

La polpa di questo splendido ortaggio viene usata in cucina esattamente come le altre zucchine: può infatti essere fritta, stufata o bollita; può inoltre essere condita come un’insalata o abbrustolita. C’è chi addirittura la usa candita per fare dei dessert.

Dal punto di vista nutrizionale il Chayote è un’ottima fonte di acqua, sali minerali, vitamina C e B9 e di acido folico.

 

Come se quest’ortaggio non fosse già abbastanza particolare, noi non ci siamo accontentati! Abbiamo infatti scovato una particolare varietà di Chayote SENZA SPINE e non abbiamo resistito! Nei giorni scorsi ne abbiamo seminati tre splendidi esemplari. Ora non ci resta che aspettare e sperare! Vi terremo aggiornati!

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Araucana:la gallina dalle uova...AZZURRE!

Tra gli animali della nostra fattoria, abbiamo alcuni esemplari di Araucana. Questa razza di polli è davvero particolare e decisamente diversa dalle galline che siamo abituati a vedere. Ha infatti delle caratteristiche fisiche davvero peculiari. Innanzitutto non ha la coda: questa razza è infatti priva delle ultime vertebre. Altrettanto particolare è la cresta, che è triplice e carnosa. Ma la caratteristica fisica più buffa è che questi polli hanno dei lunghi e arruffati ciuffi auricolari.

Tuttavia la cosa che rende spettacolare questa antica razza originaria del Cile e del Perù, non è il loro fisico, bensì le loro uova. Le galline Araucana depongono infatti delle fantastiche uova dal GUSCIO AZZURRO. Naturalmente il color turchese riguarda solo il guscio, mentre tuorlo e albume sono identici a quelle delle nostre “classiche” uova. A differenza delle altre uova colorate, ad essere turchese non è solo il lato esterno del guscio, ma anche quello interno (rompendo invece un uovo marrone delle galline Marans, si noterà come all’interno il guscio sia del tutto bianco!). La colorazione delle uova di Araucana è dovuta esclusivamente a fattori genetici e non dipende in alcun modo dalla loro alimentazione.

 

I nostri esemplari di Araucana sono tre. Lo splendido gallo Rufus e la gallina Mafalda, che si trovano insieme in un recinto, in modo da poter riprodurre in purezza questa razza; la gallina Wanda invece si trova in un altro recinto insieme alla coppia Marans (che depongono uova marroni), in modo tale da avere in futuro degli splendidi incroci di queste due razze così particolari. 

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Cavolo, che viola!

Nel meraviglioso arcobaleno di colori che l’orto ci offre, c’è anche il viola. Infatti tra le varietà di cavolfiori coltivate, non c’è solo quella classica bianca a cui siamo abituati, ma ce se sono di diverse sfumature: verdi, arancioni e…viola! 

Il colore viola di questo cavolfiore non è dovuto a manipolazioni genetiche, bensì alla presenza di antociani, sostanze che sono in grado di ridurre i danni provocati dall’azione dei radicali liberi, di proteggere i capillari e di prevenire le infiammazioni, per non parlare della loro azione di contrasto nei confronti dei processi cancerogeni. Il cavolfiore viola è inoltre molto ricco di vitamina C, di vitamina A, fibre  e selenio, sostanze che rafforzano il nostro sistema immunitario. 

Questa specialità può essere gustata esattamente come gli altri cavolfiori; a seconda della tipologia di cottura però il suo colore può cambiare. Se cotto al vapore, infatti il viola virerà in un blu scuro; mentre se lessato in acqua bollente, il viola intenso tenderà a schiarirsi un po’. Nel caso preferiate quest’ultimo tipo di cottura, non buttate l’acqua in cui avete lessato i cavoli (che sarà diventata di un bel viola scuro intenso), ma conservatela e utilizzatela come “brodo” per preparare deliziosi risotti che assumeranno una bellissima sfumatura rosa/viola.

 

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Nespolo Comune: questo sconosciuto

Tra le varie piante da frutto che mio padre aveva piantato, ce n’è una di nespolo comune (o nespolo germanico). Mentre l’anno scorso, dal basso della mia completa ignoranza, ho completamente ignorato questo albero, quest’anno ci siamo documentate per tempo. Abbiamo quindi scoperto delle cose straordinarie su questa pianta estremamente rustica e dai frutti un po’ bruttini.

Le prime coltivazioni di nespolo sono state rinvenute nell’area caucasica, per poi diffondersi in epoca romana in tutta Europa, e in particolare in Germania, dove Linneo lo identificò proprio con il nome Mespilus germanica.

Il frutto non ancora maturo è fortemente astringente, per il contenuto di tannini, e quindi possiede proprietà antidiarroiche. Al contrario, il frutto maturo è lassativo (i tannini degradano in zuccheri) e diuretico. E’ ricco di vitamine del gruppo B, potassio e magnesio, ottimo quindi per reintegrare i sali minerali persi dopo intensa attività sportiva e contiene anche caroteni, antiossidanti. Il suo contenuto in fibre, molto alto, lo rende adatto nelle diete ipocaloriche.

Per l'alto contenuto in tannini i frutti non possono essere consumati alla raccolta. Necessitano di “ammezzimento”, una fermentazione di maturazione ottenuta disponendo i frutti all'interno di cassette di legno, ricoperte di paglia e poste in un locale fresco. I frutti devono essere consumati a mano a mano che sono. In seguito all'ammezzimento la polpa diventa bruna, molle, zuccherina, di consistenza pastosa, leggermente acidulo e gradevole. Vengono consumati per dessert.

Quest’anno abbiamo deciso così di provare a seguire le indicazioni trovate e, a settembre, abbiamo raccolto i frutti del nostro piccolo nespolo e li abbiamo riposti in delle cassette con della paglia. Beh, questa mattina abbiamo tolto i primi frutti “ammezziti” e li abbiamo assaggiati: un gusto dolce e zuccherino unico! 

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